JBL Diffusori di livello assoluto per forti emozioni

Un costruttore storico, con una gamma di prodotti sterminata e un suono unico e inconfodibile
jbl summit everest audiogamma

JBL, forse più di ogni altra azienda, ha rappresentato e rappresenta la storia della diffusione sonora, sia a livello amatoriale che professionale. Audiogamma è pertanto particolarmente lieta di annunciare la distribuzione in esclusiva dei prodotti JBL “Premium”, rappresentati dalle Serie HDI, Classic, Studio Monitors, Summit, e Conceal.
JBL Nasce nel 1927, quando Lansing e il socio Decker fondarono la Lansing Manufacturing Company, che produceva altoparlanti da 16 e 20 cm per console e apparecchi radio, un mercato molto fiorente all’epoca. Ma era anche il periodo del sonoro nel cinema, e la richiesta era quella di driver ad alta efficienza, vista la bassa potenza degli amplificatori dell’epoca, utilizzati in enormi sale di proiezione. Così la Metro Goldwing Mayer insoddisfatta del mercato decise di sviluppare Shearer Horns (dal nome del progettista Douglas Shearer): montavano un driver a compressione per gli alti, il 285, abbinato al woofer 15XS, entrambi sviluppati da Shearer, insieme al mobile. Se li fece costruire da Lansing Manufacturing che, basandosi sull’esperienza sviluppata con lo Shearer Horns, lanciò Iconic System, un diffusore per cinema a due vie che utilizzava un woofer da 38 centimetri e un driver a compressione e che ebbe un grande successo. Nel 1939, Decker morì a causa di in un incidente aereo, e l’azienda cominciò ad avere problemi finanziari, così nel 1941 fu acquistata dalla Altec Service Corporation, meglio nota come “Altec Lansing”. Dopo la scadenza del contratto nel 1946, Lansing lasciò la Altec Lansing e fondò la “James B. Lansing Sound”, abbreviato in “JBL Sound”.


Nel 1946, la JBL produsse i suoi primi altoparlanti, il D101 da 15 pollici, e il D175 per le alte frequenze che rimase in produzione fino agli anni ’70. Poi il D130, a catalogo per 55 anni consecutivamente e che introduceva alcuni principi innovativi, tra i quali una bobina mobile a nastro piatto da 10 centimetri e un magnete in alnico.
Lansing era noto come un ingegnere innovativo, ma non era molto bravo negli affari, soffrì molto della morte del socio Decker e anche a causa di problemi personali, si suicidò il 4 settembre 1949. L’azienda passò così nelle mani di Bill Thomas, che era vicepresidente della JBL, e che sfruttò la polizza sulla vita di 10.000 dollari che Lasing aveva stipulato (nominando l’azienda come beneficiario) per rivitalizzare la JBL e guidarla in un periodo di forte crescita che vide la nascita di molti prodotti innovativi, tra i quali il driver HF 375 e lo 075 per le frequenze altissime. Quest’ultimo sarà ribattezzato “proiettile JBL” a causa della sua forma distintiva e caratterizzò molte produzioni dell’epoca. Il coronamento del successo di JBL avvenne nel 1960, quando Leo Fender adottò il D130L come altoparlante per i propri amplificatori per chitarra. Pochi anni dopo, nel 1969, Sidney Harman comprò la JBL da William Thomas e investì ingenti capitali nella ricerca e sviluppo facendo entrare JBL nel mondo degli studi di registrazione, con le 4310 prima e poi, nel 1970, con le 4311 control monitor. Lo stesso anno vide il debutto della loro versione “casalinga” L-100, il diffusore più popolare al mondo, con 125.000 coppie vendute solo nel primo anno di produzione. A suggellare questo successo, concerti del calibro di Woodstock vennero sonorizzati da prodotti JBL, che divenne “il” produttore di diffusori acustici a tutto tondo.
La JBL aveva oramai raggiunto l’apice del successo in tutti e 4 i mercati relativi alla sonorizzazione, quella professionale, da palco e cinema, gli studi di registrazione, e per finire all’Hi-Fi. Seguirono numerosi modelli, mentre il reparto di ricerca e sviluppo lavorava a quella che fu una rivoluzione nel mercato del professionale, il diaframma in titanio. Questa innovazione migliorò notevolmente le prestazioni alle alte frequenze di tutti i driver che la adottavano, fino ai diffusori Hi-Fi, i quali venivano dal tweeter con cupola in carta delle 4311 e successive, che aveva raccolto qualche critica. A cavallo degli anni ’80 l’Hi-Fi “esoterica” cominciava a sdoganarsi come alternativa alle produzioni orientali, e JBL era l’unico produttore che veniva dal professionale ad essere accettato nei salotti buoni dell’Hi-Fi. Ricordiamo, uno per tutti, il 4343 Studio Monitors, un diffusore a 4 vie con tweeter a lente e woofer da 38 cm, del 1979, unico a poter essere multi-amplificato e dalle dimensioni ancora accettabili per un appartamento.


Nel 1982 JBL introduce il titanio come materiale per le cupole, la 4675 viene scelta dagli Academy of Motion Pictures come diffusore di riferimento, e il costruttore americano viene anche selezionato da Lucas Entertaniment per i primi cinema THX. E intanto le gamme di prodotti a cavallo tra il professionale e l’amatoriale crescono, fino ad arrivare agli anni ’90, dove nel settore PRO viene lanciato il primo drive differenziale, una tecnologia che assicurava -e assicura- una escursione senza paragoni per un componente a sospensione rigida. Le linee di diffusori Hi-Fi diventano numerose: vengono introdotte TI a forma di mezza piramide, TLX come entry-level e vengono aggiunti altri diffusori cross-over con il mercato pro, con grande successo della serie “44”, dotata di un tweeter a tromba di forma particolare, antesignano dei carichi esponenziali attuali. Per venire poi incontro alle crescenti esigenze del pubblico appassionato dell’alta efficienza, JBL nel 2006 debuttò con la Everest, prima DD65000 e adesso DD67000 entrambe 3,5 vie con due driver da 38 cm e tromba per medio-alti e alti.
Nel 2017 JBL, insieme al resto del gruppo Harman, viene acquistata da Samsung per una cifra pari a 8 miliardi di dollari.
Ecco una panoramica sulle 5 gamme HDI, Classic, Studio Monitors, Summit e Conceal.
La Serie HDI è caratterizzata dall’utilizzo combinato della tecnologia brevettata High Definition Imaging (HDI), con i driver a compressione 2410H-2, anch’essi brevettati da JBL.
La linea è composta da un diffusore bookshelf, HDI-1600, un due vie in bass reflex con un woofer da 16,5 cm. Due diffusori da pavimento, HDI-3600 e HDI-3800, entrambi 2,5 vie in bass refelex, con 3 woofer ciascuno rispettivamente da 16,5 cm e 20 cm.
Completano la gamma un canale centrale, HDI-4500, 2,5 vie in bass reflex con quadruplo woofer da 13 cm, e un subwoofer, HDI-1200P, dotato di un woofer da 30 cm e di una potenza di 1000W in classe D.
Poi la Serie Classic, che comprende, oltre alla leggendaria L100 Classic, rivisitazione della L100 dei primi anni ’70, L82 Classic, un due vie con woofer da 20 cm, e infine L100 Classic 75, e SA750, entrambi prodotti per celebrare il 75 anniversario dell’azienda. L100 Classic 75 è una versione speciale e celebrativa delle L100, mentre SA750 è un amplificatore integrato estremamente evoluto ed esteticamente ispirato a SA600 (suo “gemello” degli anni ‘60”). È dotato di DSP con DIRAC e funzioni Network, e in grado di erogare 120W per canale su 8 ohm.
Splendida poi la Serie Studio Monitors, prodotti prosumer di livello assoluto.
4 modelli, a partire dalla 4312G, diffusore a 3 vie dotato di un woofer da 30 cm e un driver da 12,5 cm. Poi la 4309, la più piccola con tromba esponenziale a compressione con driver in Teonex da 2,5 cm per i medio-alti, doppio reflex e woofer da 16,5 cm.

4349 è la prima dotata di tromba HDI (High Definition Imaging) in Sonoglass con doppio driver D2415K da 3,8cm, il woofer è da 30 cm e con una bobina mobile da ben 3 pollici. Conclude la Serie Studio Monitors il top di gamma 4367, dotata di doppio driver D2430 da 75mm per i medio alti e woofer da 38 cm (2216Nd-1) con magnete in neodimio.
La Serie Summit, composta da 4 modelli di diverse dimensioni e prezzo, rappresenta l’apice del catalogo JBL. Raffinate, esclusive nella realizzazione e con un suono indimenticabile, sono in grado di offrire prestazioni mozzafiato.
S3900 è il modello di ingresso, doppio woofer da 25 cm, 1 tweeter da 5 cm e un supertweeter da 1,9 cm.
Segue la S4700, che adotta lo stesso woofer della 4367, ma con le alte frequenze riprodotte da una coppia di driver a compressione in titanio in un gruppo a doppia tromba SonoGlass® con tweeter da 2 pollici (175Nd-3) e supertweeter in titanio da 0,75 pollici (138Nd). Ci avviciniamo alla vetta con la K2 S9900, con a bordo un woofer da 38 cm in alnico e un gruppo motore dal peso di ben 16 kg e tweeter-super/tweeter con cupola in berillio e magneti in neodimio. Infine il top della gamma JBL, massima espressione del costruttore e riferimento assoluto dello stato dell’arte nell’elettroacustica, le Everest DD67000. Tre vie con due woofer a tre strati da 38 cm in alnico, tweeter a compressione in berillio da 10 cm e un super-tweeter da 2,5 cm che arriva fino a 60kHz
L’ultima è la Serie Conceal, una linea di prodotti da incasso “invisibili” composta da 3 modelli e un subwoofer, tutti caratterizzati da rivestimento esterno verniciabile Fidelity Glass™, che permette un posizionamento ottimale praticamente ovunque.
C62 è un 2 vie con woofer da 16,5 cm e tweeter a cupola da 2,5 cm, molto simile C83, che si differenzia solo per la gamma bassa, adottando driver da 20 cm. Assolutamente unico, invece, C86 che è composto da due differenti unità, una che ospita il solo woofer da 20 cm, e l’altra dotata di un array di 4 midrange da 3 cm e un tweeter a cupola da 2,5 cm. Infine il subwoofer C82W dotato di due unità separate con woofer da 20 cm l’una.

Fonte: Audiogammma.it

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